Cos’è la salute per l’Uisp? “Non è solo l’assenza di malattia - risponde Massimo Gasparetto, responsabile politiche per la promozione della salute e welfare Uisp - è creare le condizioni per realizzare il potenziale umano, questo viene prima della prevenzione delle malattie. Infatti, noi parliamo di promozione della salute e dobbiamo sempre più essere consapevoli di questa distinzione. Il nostro concetto di salute è lontano dal setting della malattia, è un’altra categoria mentale, che si focalizza sul benessere, sulla relazione, sul senso del bello nelle attività e nel contesto in cui le pratichiamo. Dobbiamo assumere un filo conduttore trasversale nell’attività motoria e fisica che proponiamo: esiste un forte collegamento con il tema della salute, ma attraverso un paradigma associativo. Attraverso la lotta alla sedentarietà i progetti che scriviamo qualificano chiaramente quello che siamo e quello che vogliamo fare”.
La riflessione di Massimo Gasparetto si inserisce nel contesto di Movement Pills, progetto europeo dell’Uisp, la cui conferenza finale si è tenuta dal 18 al 20 febbraio a Bologna. All’evento hanno preso parte anche i partner europei, con l’obiettivo di condividere punti di forza e criticità dell’intervento, in base ai diversi contesti in cui è stato messo in campo. “I nostri partner, provenienti da Danimarca, Belgio, Romania, Bulgaria, Grecia, Polonia, Estonia, hanno interpretato il progetto in base alle caratteristiche delle loro comunità, che non sono totalmente allineate con la nostra. Movement Pills è stato apprezzato e promosso anche dall’Oms come buona pratica: abbiamo dato vita ad una rappresentazione di idea di Europa di cui abbiamo bisogno. Ognuno ha contribuito per la sua parte, poi si sono messi in comune i risultati per costruire un pezzetto di identità associativa che lavora in maniera trasversale. Questa è la chiave della progettazione: mettere insieme competenze e relazioni, in linea con l’idea di associazione che cerchiamo di promuovere costantemente”.
Le organizzazioni europee che hanno applicato il progetto nei propri Paesi lo hanno adattato ai loro sistemi, non del tutto sovrapponibili al nostro, ad esempio per quanto riguarda il sistema delle farmacie, partner dell’Uisp nella versione originale bolognese e poi in quella nazionale. Per illustrare questa sinergia efficace, alla conferenza finale di Movement Pills è intervenuto anche Gian Matteo Paulin, presidente Federfarma Bologna, partner di Uisp Bologna dalla prima edizione del progetto.
“Movement Pills è un progetto molto importante e utile per la collettività - afferma Paulin - la scelta di distribuire le pillole all'interno delle farmacie è il vero valore aggiunto di un progetto che lavora per portare verso il movimento le persone sedentarie. Farlo attraverso le farmacie promuove la credibilità dell’intervento, perché il cittadino che frequenta le nostre farmacie costantemente ci conosce e noi conosciamo le caratteristiche di sedentarietà o le morbilità, quindi siamo noi i primi a stimolare la partecipazione alle prove gratuite, a mettersi in gioco in un un contesto sportivo non agonistico, in cui trovare le motivazioni giuste per continuare. L’allargamento a livello nazionale e poi europeo secondo me era prevedibile per la bontà del progetto, ovviamente bisogna trovare terreno fertile e collaborazioni forti. In Italia il mondo delle farmacie è molto ricettivo, a livello internazionale sicuramente sono stati necessari degli aggiustamenti, perché non è lo stesso in tutta Europa”.
Movement Pills rientra nel filone dei progetti Uisp che lavorano sulla promozione della salute in specifiche fasce di età o di popolazione, come IceHearts o ABC of mental health, ognuno con una metodologia specifica e sperimentata per contrastare la sedentarietà, migliorare le competenze di dirigenti e operatori sportivi, ma anche contribuire, come Ente di terzo settore, alla logica della coprogrammazione e coprogettazione. “Dobbiamo essere consapevoli del potenziale di questo percorso - prosegue Gasparetto - quando ci confrontiamo con altre realtà esterne, come enti locali o associazioni, per costruire percorsi in rete ci accorgiamo che la logica della settorializzazione va necessariamente superata, anche politicamente. Questo momento storico vede svilupparsi l’approccio della chiusura contro l’altro, noi facciamo il contrario e rivendichiamo un’identità aperta e trasversale, pronta a mescolarsi, per imparare dagli altri metodologie e pensieri innovativi. I progetti europei ci consentono di conoscere il meglio di quello che esiste nel sistema dello sportpertutti europeo, in particolare quello che proviene dal Nord Europa, che per noi è una fonte di ispirazione”.
Sono varie le declinazioni con cui l’Uisp sceglie di intervenire contro la sedentarietà, come accade con il progetto nazionale Edusport che interviene sulla fascia di età di bambini e bambine, coinvolgendo scuole, famiglie, università. Hela, invece, è nato nel periodo del covid per confrontare i diversi modelli di advocacy nei Paesi europei sul tema degli stili di vita dei bambini, anche con fragilità, attraverso lo studio di buone pratiche, come Parchi in movimento in Italia. L’ultimo arrivato è Age che lavora sull’invecchiamento attivo, al fine di arricchire le competenze dell’associazione per affrontare la sfida demografica posta dall’invecchiamento della popolazione e promuovere la silver social economy. Si tratta di un tentativo di risposta complessa, anche da parte del terzo settore, all’impatto della demografia sul welfare del nostro Paese.
“Quello che proponiamo è un approccio di sistema perchè da soli non si va da nessuna parte - conclude Massimo Gasparetto - siamo pronti ad arricchire le nostre competenze, dai dirigenti agli educatori, per essere sempre più in grado di affrontare le molteplici sfide che ci aspettano. Molti Comitati Uisp sono impegnati a connettere progettazione e politiche dell’associazione: più riusciamo a dare vita a questa connessione tra attività quotidiana e progettazione, più saremo in grado di cogliere le trasformazioni in corso, anticipando le esigenze della società. La politica internazionale ci mostra una realtà complessa e divisa, noi vogliamo contribuire attraverso il nostro modo di affrontare la realtà: la ricerca del bene comune e la creazione di alleanze strategiche e puntuali per favorire il cambiamento sociale”. (Elena Fiorani)